Aniem Piemonte | MANCA UPIANO URBANISTICO PER LA CITTÀ. OCCORRE RIPARTIRE DAI MECCANISMI DI ATTRAZIONE
16316
post-template-default,single,single-post,postid-16316,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-9.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive
 

MANCA UPIANO URBANISTICO PER LA CITTÀ. OCCORRE RIPARTIRE DAI MECCANISMI DI ATTRAZIONE

MANCA UPIANO URBANISTICO PER LA CITTÀ. OCCORRE RIPARTIRE DAI MECCANISMI DI ATTRAZIONE

«Nei piani dell’amministrazione di cui sentiamo parlare, a proposito di Parco di Salute, riqualificazione dei quartieri, creazione di spazi, si percepisce la mancanza di un progetto di fondo sulla città. Per quanto riguarda il Parco della Salute, di cui è stato annunciato il via libera al piano di intesa con i partner, ci auguriamo che il percorso parta effettivamente dopo le firme e che scadenza della fase progettuale si concluda davvero entro il 2019». Così Marco Razzetti, presidente ANIEM Piemonte  sullo stato di salute del settore edile nell’area torinese.

«Siamo tutti consapevoli che è necessario avviare un processo di riqualificazione importante e lo sentiamo dire da anni; ciò che però non sentiamo è ‘come’ avviene la riqualificazione e con quali finalità, ovvero come la riqualificazione diventa lo strumento funzionale per innescare un volano economico che oggi è fermo. Dichiarazioni di spostamento di uffici, creazione di collegi universitari e di riutilizzo delle caserme suonano come la panacea di tutti i mali: in questo non vediamo nulla di nuovo e nulla di concreto.

Come evidenziato dal rapporto Rota Torino è una città in cui è bellissimo vivere ma è indietrissimo nel favorire un nuovo corso economico. Bisogna fare un passo indietro rispetto alle proposte estemporanee di riqualificazione e concentrarsi invece sulla creazione di meccanismi che riportino i player economici e le grandi aziende ad investire su Torino. Meccanismi che di basano, ad esempio, su sistemi per aprire uffici e spazi lavorativi a basso costo, con servizi a disposizione, mobilità e logistica efficiente, facilità di relazioni, accesso ai rapporti con università e aziende estere.

Gli imprenditori e le associazioni, come ANIEM Piemonte, sono da sempre disponibili a dare il proprio contributo allo sviluppo del territorio, ma sembra che ai tavoli di discussione non ci sia posto. Per fare un esempio, come ANIEM Piemonte avevamo proposto all’amministrazione comunale la nostra riflessione sul MOI per la riqualificazione delle arcate. Abbiamo proposto la conversione degli spazi in coworking e uffici, dopo averne parlato con un partner privato disponibile a contribuire all’operazione. Ma dall’amministrazione non abbiamo avuto nessun riscontro. Il MOI è ancora lì con tutte le sue problematiche e il partner privato se n’è andato da un’altra parte».

 

1 novembre 2017

Condividi sui tuoi social!
No Comments

Post A Comment